PRESENTAZIONE BLOG


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giovedì 18 gennaio 2018

Per i dati sulle liquidazioni correzione nel modello 2018

La dichiarazione annuale Iva è il veicolo più veloce per correggere le comunicazioni delle liquidazioni periodiche. Lo precisa a chiare lettere l’agenzia delle Entrate con gli alert inviati a partire da metà dicembre ai contribuenti Iva in odore di omissioni o errori. 
Come si evince da una delle tante lettere recapitate a un intermediario abilitato (si veda il fac-simile in basso), l’Agenzia segnala la presenza di anomalie legata alla mancata presentazione della comunicazione trimestrale delle liquidazioni periodiche Iva – nel caso specifico relativa al periodo da gennaio a marzo 2017 – pur se risultano nella procedura di Serpico (Servizi per il contribuente) fatture emesse sia da parte del contribuenti o dei suoi clienti nello stesso periodo di riferimento. 
L’alert recapitato tramite posta elettronica certificata (pec) ricorda al destinatario che all’interno del portale «Fatture e corrispettivi» accessibile dall’home page del sito dell’Agenzia si possono visualizzare tutti i dati delle fatture trasmessi dal diretto interessato e dai fornitori. L’accesso naturalmente è vincolato all’introduzione delle credenziali Fisconline o Entratel. Poi le Entrate indicano cosa si può fare per regolarizzare la propria posizione:
inviare la comunicazione liquidazioni periodiche Iva entro il 30 aprile 2018 (scadenza della prossima dichiarazione Iva) o, in alternativa, riportare i dati corretti direttamente nella dichiarazione Iva 2018; 
versare le sanzioni per l'omessa presentazione della Comunicazione liquidazioni periodiche Iva;
versare eventuali imposte, interessi e sanzioni utilizzando il modello F24 e indicando i codici tributo Iva del periodo di riferimento e il codice dell’atto ricevuto.
Quindi si può sfruttare anche il veicolo della prossima dichiarazione Iva per sanare la propria posizione. E a tal proposito il quadro VH del modello 2018 è destinato esclusivamente per inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche. Per quanto riguarda, invece, la parte dei versamenti l’Agenzia ricorda che è possibile sfruttare l’opportunità del ravvedimento operoso per abbattere il conto finale pagando interessi e sanzioni ridotte a seconda della tempestività con cui effettuerà la regolarizzazione. 
Ma c’è una seconda parte della lettera riservata a chi, invece, non ritiene di aver commesso errori. Se il contribuente, infatti, non concorda con quanto “contestato” dall’Agenzia, può fornire chiarimenti o segnalare eventuali elementi che non sono stati considerati. La strada è quella di trasmettere una relazione e l’eventuale documentazione in formato elettronico utilizzando il canale di assistenza Civis anche attrvaerso un intermediario abilitato. C’è poi la possibilità di comunicare precisazioni anche telefonicamente: sono due i numeri disponibili a tal proposito per chi chiama da fisso e rete mobile.
Questo serve a venire incontro al contribuente nei casi di cosiddetto «falso positivo» che potrebbero essersi verificati a causa di errori nei dati sulle comunicazioni Iva trasmessi alle Entrate. Tra le situazioni a “rischio” potrebbero esserci quelle in presenza di dati anagrafici errati, dati errati trasmessi dai clienti o dai fornitori, eventuali esoneri dalle comunicazioni o invii già effettuati.
Fonte: Il sole 24 ore autore Marco Mobili Giovanni Parente

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